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Pensieri e riflessioni personali sul mondo dei Social Network e del Digital Marketing

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Da piazza digitale a salotto privato: il nuovo futuro di Facebook

di , 11 Marzo 2019

Quali pensieri hanno accompagnato notte e giorno Mark Zuckerberg negli ultimi anni?

In una nota pubblicata Mercoledì 6 marzo 2019, il CEO di Facebook afferma di aver trascorso gli ultimi due anni nel tentativo di comprendere e prepararsi alle grandi sfide che la sua creatura sarà chiamata ad affrontare.

Il risultato di queste sue riflessioni?

Eccolo riassunto in sei righe che possono segnare un cambiamento epocale nella mission e nella vision di Facebook nel futuro imminente:

“Negli ultimi 15 anni Facebook e Instagram hanno aiutato le persone a connettersi con amici, comunità, interessi affini, in quella che digitalmente potrebbe essere paragonata alla piazza di una città. Ma le persone vogliono sempre di più connettersi privatamente, come fossero nel loro salotto. Per quello che penso sul futuro di Internet, credo che una piattaforma di comunicazione basata sulla privacy diventerà più importante delle attuali piattaforme “aperte”. La privacy offre alle persone la libertà di essere se stesse e connettersi in modo naturale, che è il motivo per cui noi abbiamo creato i Social Network”.

Le considerazioni rese pubbliche da Zuckerberg nascono dalla sempre maggiore attenzione che gli utenti dedicano ai servizi di messaggistica, alle storie e alle interazioni nei piccoli gruppi.

“Certamente i Social Network continueranno a essere importanti nella vita delle persone” afferma Mark (rinnegarlo significherebbe cancellare anni di storia di Facebook) ma la sua analisi lo ha portato alla convinzione che ci siano gli spiragli giusti per la creazione di una piattaforma focalizzata prima di tutto sulla Privacy (“a privacy-focused Social Network”).

Ma come realizzare allora questo cambiamento verso una comunicazione più privata per una piattaforma, che per stessa ammissione del suo creatore, sul tema della Privacy non gode proprio di una buona reputazione?

Ecco i punti chiave individuati da Zuckerberg

Le interazioni private come fondamento

Affinché un servizio sia riconosciuto come privato, per prima cosa non ci dovranno essere dubbi sulla persona con cui si sta comunicando.

Per passare da Piazza a Salotto digitale Facebook sta investendo molto sulla Privacy degli utenti.

E questa affidabilità e senso di privacy non dipende solo da questioni tecniche ma anche da una radicata fiducia nella piattaforma nel suo complesso. In questo senso facebook sta lavorando e lavorerà: per trasformare WhatsApp e Messenger nel primo strumento di interazione all’interno del Social Network, rendendo queste due App più veloci, più private e più sicure.

Nella testa di Mark non mancano anche nuovi modi per interagire privatamente con amici, gruppi e Pagine Aziendali: il tutto per trasformare il network Facebook in un’esperienza sempre più privata.

Crittografia e sicurezza

Gli utenti pretendono che le loro comunicazioni private restino tali: niente attacchi di hacker, accessi criminali o utilizzi per scopi promozionali.

Per costruire il nuovo “privacy-focused Social Network”, quindi, sarà necessario proteggere le conversazioni e investire nella crittografia end to end (ovvero un sistema di comunicazione cifrata dove solo le persone che stanno comunicando possono leggere i messaggi come avviene oggi per WhatsApp)

Proteggere tutte le comunicazioni e negarne l’accesso a chiunque eccetto i soggetti coinvolti non è però questione facile: cosa succede se a esserci di mezzo è la sicurezza delle persone, oppure reati quali terrorismo e pedofilia?

La questione è delicata: come scovare i “bad actors” (i cattivi, diciamo così) se nessuno può controllare o leggere i messaggi?

L’obiettivo di Facebook diventa allora quello di creare sistemi di sicurezza in grado di identificare e bloccare minacce mantenendo il più alto livello di privacy possibile.

Riduzione della permanenza

Una delle grandi tematiche che ruotano intorno ai Social Network è che i contenuti postati vi possono rimanere per sempre

Da quanto tempo siete su Facebook? A quale anno risale la prima foto postata? Quante volte vi è capitato di sfogliare le foto e gli album di una nuova amicizia andando indietro nel tempo?

Non è detto che ciò che desideravate condividere qualche anno fa oggi non possa essere per voi dannoso domani e non tutti gli utenti hanno consapevolezza digitale di questo rischio.

Il grande successo delle storie è anche decretato dal fatto che, a meno che non vengano archiviate, spariscano dopo 24 ore. Contenuti immediati e “soggetti a scadenza”, questo sembra essere il nuovo trend apprezzato dagli utenti.

Allora perché non estendere questa logica a tutti i contenuti per esempio cancellando automaticamente i messaggi dopo un anno o un mese, se non addirittura dopo qualche minuto o secondo?

Interoperabilità

Secondo gli studi gli utenti vogliono avere la possibilità di scegliere liberamente come interagire con i propri contatti.

In questo senso, obiettivo prossimo di Facebook è quello di dare è dare la possibilità alle persone di scambiare messaggi da qualsiasi App dell’ecosistema: Messenger, WhatsApp, Direct di Instagram.

Ma non solo: obiettivo ultimo estendere questa interoperabilità di piattaforma anche agli SMS.

Questo sistema garantirebbe:

  • maggiore livello di sicurezza nelle comunicazioni, anche gli SMS potrebbero giovare della crittografia end to end;
  • migliore esperienza d’utilizzo di alcune funzioni di Facebook o Instagram: ad esempio ricevere messaggi per la vendita/acquisto di un prodotto da MarketPlace direttamente sul cellulare senza rendere pubblico il proprio numero. Lo stesso vale per le modalità di acquisto e contatto con Pagine Aziendali.

Tuttavia l’interoperabilità sembra presentare diversi ostacoli (come la compatibilità con i dispositivi Apple): sfide che Facebook sembra disposta ad accettare.

Conservazione sicura dei dati

Le persone devono sapere che i loro dati sono conservati in luoghi sicuri: per questo sempre maggiore attenzione sarà posta ai luoghi dove verranno costruiti i prossimi data center.

Facebook si è da sempre rifiutata di costruire suoi centri di conservazione dati in Paesi dove si verificano violazioni dei diritti umani come la libertà di espressione o la privacy: fornire un servizio in un Paese è un conto, conservare dei dati un altro. Capite anche voi che l’ossimoro sarebbe palese.

La soluzione migliore, a questo punto, potrebbe essere quella di non conservare dati sensibili, soluzione su cui Mark afferma che il team sta lavorando.

Quali saranno allora i passi per il “nuovo futuro” di Facebook?

Passare dal Social Network della Piazza digitale a quello dei salotti digitali non sarà impresa semplice né veloce.

Alcuni cambiamenti sono in atto, per altri ci vorrà tempo e la consulenza di avvocati, esperti, governi, partner industriali…

Il cambiamento su cui Mark sta lavorando richiede riflessioni profonde a suo avviso su molti aspetti: dal modo in cui le persone effettuano i pagamenti, al ruolo dell’imprenditoria e della pubblicità.

Ecco allora che il CEO di Facebook conclude il suo lungo intervento con quella che sembra essere la nuova vision aziendale:

“Credo che dovremmo lavorare nell’ottica di un mondo dove le persone possano parlare privatamente e sentirsi libere sapendo che le loro informazioni saranno condivise solo con chi desiderano e non verranno diffuse ovunque. Se possiamo aiutare il mondo a muoversi verso questa direzione, sarò orgoglioso della differenza che faremo”